
Troppo simbolico per non parlarne: è il caso Marrazzo, il Presidente della Regione Lazio dimissionario per un video che lo ritrae in incontri ravvicinati di un certo tipo con uno o più trans.
Da dove iniziare a scrivere?
Devo dire la verità: di inizi ne avrei a bizzeffe.
Per seguire un ordine preciso mi affido al caso.
Mi vengono in mente le origini di Marrazzo: il bravo presentatore di "Mi manda Rai 3" che non esitava a bacchettare e a dare in pasto ai leoni i biricchini - veri o presunti - di turno.
Era una figura che piaceva.
Per me troppo populista, tipo alla Santoro oggi che propone le sue verità, ma ebbe quel successo che lo catapultò con autorità nel mondo politico, successo avallato dal suo rigore morale mostrato proprio nel format televisivo di Rai 3.
Ora quel rigore morale si scontra con l'attualità: un video che immortala un Marrazzo alle prese col vizietto di sbattersi o farsi sbattere da donnette accessoriate, pagate, sembra, anche a suon di cifre a doppio zero.
E qui è impossibile evitare il becero paragone con Berlusconi: il Presidente del Consiglio è stato a sua volta protagonista di scandali, ma a tinte decisamente rosa, senza peli, e se vogliamo essere di bassa lega, diciamo anche che il Berlusca per delle gnocche da 10 e lode pagava 10 volte meno quanto Marrazzo pagava per i trans: alla fine, entrando in ottica da camionista, il Berlusca ne esce anche in questo caso vincitore; uscendo dall'ottica del camionista entriamo invece nella politica del meno peggio.
E se qui vogliamo restare è inevitabile non pensare all'incredibile sincronia con la quale il caso Marrazzo è esploso in occasione delle elezioni del leader del PD: a pensare male, che a volte ci si becca anche, sembra quasi che questa storiaccia sia venuta fuori ad arte nel momento giusto per dare il colpo finale alla bestia ferita.
Spostandomi sul campo mediatico sono curioso di vedere come sarà gestito l'affaire Marrazzo.
Per par condicio mi aspetto 3 puntate di fila di Annozero che sputtanano senza pietà l'ex Presidente della regione Lazio: Santoro, Vauro ed ultimamente uno schieratissimo Travaglio sanno mescolare bene gli ingredienti giusti per creare i contorni necessari di una condanna mediatica ad alta valenza populistica.
Magari, come i moralisti di Annozero sono arrivati ad invitare la D'addario, arriveranno ad invitare anche i trans di via Gradoli tali Brenda & Giulia.
C'è però il dramma umano.
Non so cosa passi in questo momento per la testa di Marrazzo, ma non dovrebbero essere pensieri rilassanti.
Non so se provare pietà o pensare che è una parabola che nasce dalle bacchettate date in diretta Tivù ai tempi di "Mi manda Rai 3": in quella fossa dei leoni chi aveva sbagliato non aveva molte possibilità di replica, il gioco dei ruoli era predeterminato con Marrazzo che faceva la parte del bravo inquisitore.
Il ruolo si è cinicamente rovesciato: la regola non scritta vuole che da personaggio pubblico che sei non puoi permetterti certi sbandamenti.
E poi diciamola tutta: ma neanche il comune mortale sbanderebbe così ingenuamente come ha fatto Marrazzo.
Dico io: andare liberi e belli nel quartierone Trans, a Roma dove governi e tutti ti conoscono, addirittura con l'auto blu (occhio al pe-culato) , sapendo che con la funzione istituzionale che rivesti si è un bocconcino prelibato per fotografi rampanti (Sircana docet) vuol dire andarsela a cercare...roba da picci, cioè ma fatti una trasferta all'estero, dove non ti conoscono!
Anche se non esistono delle istruzioni scritte di un minimo di buon senso, se governi la regione più importante d'Italia, occhio!
Piena solidarietà ai trans.